Ivan

 

Ivan è un poeta con una romantica sensibilità artistica che discioglie in ogni sua produzione, fuori e dentro la strada, con un’energia esplosiva che precipita nella volontà di portare la poesia a tutti, perché tutti hanno il diritto di viverla. ivan parla a chiunque incontri sul suo cammino, dialoga con gli sconosciuti, affabula i passanti e irretisce chi lo guarda male con sorrisi e sguardi in bilico tra la romanticheria bohemienne e la sfacciataggine di chi, sempre e comunque, si getta controvento. ivan spiega a tutti il perché del suo sprofondar poesia ovunque e del suo gettar parole tra le vie, nella costante ricerca di una dialettica che lo porti a sperimentare sempre nuove forme di interazione con chi poi sarà il vero attore protagonista della sua poesia, tanto da disarmare e stravolgere i normali canoni di fruizione e definizione di un’arte sempre più racchiusa in schemi dettati da mode isteriche e coefficienti vertiginosi. Proprio per questa sua poliedrica attitudine all’arte e alla poesia, è impossibile rinchiudere ivan all’interno di un’unica categoria che possa rappresentare la sua viva coscienza artistica. C’è chi lo ha definito poeta e gli ha proposto di pubblicare una raccolta di poesie. C’è chi lo ha considerato, e tuttora lo considera, un grafittaro, se non addirittura tra i “grafittari più famosi d’Italia”. C’è chi lo ha considerato un imbrattatore al pari di chi distrugge Milano con tag prive di contenuto. C’è chi lo definisce un pittore, chi uno street artist, chi un writer, chi un dj e chi, dopo averlo visto suonare sul palco con i Revolution Republic, una rock star. In ivan c’è tutto questo e questo gli permette di essere sempre e comunque al di fuori di qualsiasi canone convenzionale. Eppure in questa varietà di definizioni ed espressioni esiste un unico grande filo rosso che accompagna ivan in ogni sua produzione: la sua naturale e genuina sensibilità per l’Altro. ivan è prima di tutto un poeta capace di vedere oltre le barriere del sistema e le ipocrisie del contemporaneo. Un poeta-artista capace di cogliere l’essenza delle cose e delle persone e tradurla in versi e immagini tanto sinceri quanto seduttivi. Ed è proprio l’esistenza di questa sensibilità che io ritengo fondamentale per la sempre più difficile definizione della personalità di un artista. Con la sua prima scaglia “Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”, scritta d’istinto sul parapetto della darsena di Milano nel Dicembre 2002, ivan ha gettato le basi di tutta la sua produzione artistica degli ultimi sei anni. In quel verso è racchiusa la volontà e la potenza che sta alla base dell’arte di ivan. Una volontà fatta di libertà, ironia e consapevolezza di un presente grigio e disarmante, tanto da spingerlo a lasciar la terra a chi crede ancora che i semi gettati al vento siano semi sprecati e non si rende conto che i fiori non si raccolgono più abbassando lo sguardo, ma si fanno fiorire alzando gli occhi. Agendo anche in strada il poeta-artista ha infatti la possibilità di creare un canale diretto di interazione dialettica con l’altro che gli permette di dialogare con il prossimo e renderlo partecipe di un gioco a due dove, tanto il poeta quanto il lettore, sono protagonisti di un’azione artistico-poetica partecipata che trova la sua massima espressione in una delle scaglie più famose di ivan: “il poeta sei tu che leggi”. All’interno di questo verso, che molto ricorda il “tutti sono artisti” di Beuys e, ancora prima, il “siamo tutti artisti in potenza” di Croce, è chiara l’importanza dell’altro all’interno del processo creativo dell’artista, tanto da richiamare la nozione stessa di arte contemporanea, resa famosa dalle parole di Duchamp, per cui è il pubblico a completare l’opera dell’artista fruendola. Ed è proprio in questo punto che la produzione di ivan si avvicina di più al concetto di arte contemporanea, riaprendo il secolare dilemma dialettico tra arte e linguaggio, dal momento che la forza della produzione di ivan sta proprio nell’aver sdoganato la poesia e aver invertito il rapporto tra arte e linguaggio. Seguendo il filone dell’arte concettuale prima e della poesia concreta e di tutte le sue declinazioni (poesia visiva, poesia elettronica, poesia sonora…) poi, la produzione artistico-poetica di ivan si inserisce come superamento del rapporto concettualistico di arte e linguaggio in una palese strumentalizzazione dell’arte volta alla diffusione quanto più allargata della poesia. Quella di ivan è quindi “una rivoluzione al servizio della poesia” dove tutto viene trasformato in materia poetica destinata ad una fruizione libera e pubblica dove, tanto il poeta quanto il suo lettore, sono parte di una magnifica tensione sull’agir poetico.